Blog| Batticuore.

Chi mi conosce bene lo sa, sono una tipa mortalmente cerebrale ma che venderebbe un rene per riuscire a lasciarsi andare alle emozioni un pò più spesso.

La mia formamentis e gli anni bui che caratterizzano questo pezzo di storia, hanno fatto sì che fossi sempre presente a me stessa, prevedendo i problemi e avendo una soluzione pronta. Non importa quale sia lo scenario, io ci sto a mio agio perchè ho vagliato ogni possibile situazione, analizzandone tutti gli epiloghi possibili.

Ecco perchè se capita di trovarmi spiazzata da un nuovo luogo, con persone sconosciute, inizialmente resto in silenzio, guardo e ascolto, e solo quando mi sento a mio agio e sono padrona della situazione mi lascio coinvolgere.

Ovviamente le qualità da “analista dell’essere umano” sono migliorate con l’età e con gli anni nel mondo delle vendite. Devo sapere sempre con chi si ha a che fare, metterlo a proprio agio e creare un coinvolgimento, infine avere contezza dello spazio d’azione. Sul lavoro queste capacità sono certamente utili, cosa diversa è quando si cerca di analizzare i sentimenti, e credetemi, io ci ho provato.

Il limite è stato quello di avere, non solo, un prototipo di uomo perfetto, ma proprio cercare tutte (e dico tutte) le qualità preferite in una sola persona.

Il punto è che però le persone non sono univoche, come quadri appesi alle pareti, ma una quantità di sfumature incontrollabili di caratteri e momenti, e io stessa cambio ed evolvo a velocità fotonica. Quindi ben presto ho capito che non avrei potuto trovare l’uomo descritto nella mia testa, ma che al massimo avrei potuto incontrare qualcuno dal quale non avere voglia di scappare.

A questa conclusione logica ci sono arrivata da sola, ma capita ogni tanto che i sentimenti vengano a bussare alla porta.

Se decidiamo di aprire la porta ci travolge un’onda inaspettata di sentimenti che portano a largo anche persone aggrappate all’intelletto come me. Cuore e mente sono in contrasto, quasi sempre, il cuore segue le sue leggi che per nulla si sposano con quelle della ragione. Il batticuore, la chimica, gli ormoni partono per la tangente, il cervello, quando non è in pappa per gli ormoni, ci chiede di fermarci e ragionare.

La prima domanda che mi pongo è: perchè il cuore batte spesso per la persona che sembra più sbagliata? E poi: a questo punto che cosa fare?

Alla prima domanda non voglio rispondere, perchè probabilmente è più il gusto del proibito che ci fa palpitare, oppure la persona “sbagliata” si comporta così bene da farci dubitare del nostro radar “anti-stronzo”. In realtà non c’è una risposta valida nemmeno per la seconda domanda, però da persona cerebrale e poco incline al lasciarsi andare vi dico che ogni tanto al cuore bisogna dare sfogo. Ogni tanto fa bene mettere da parte dubbi, perplessità, paure razionali e far vincere le viscere. Buttarsi nel flusso delle sensazioni anche se non del tutto chiare. Vivere a pieni polmoni una felicità, che potrebbe essere temporanea, senza avere paura, far finta per una volta che il giudice integerrimo che abbiamo nel cervello sia in viaggio, lasciarsi abbracciare dal torpore di qualcosa di nuovo, di buono e spaventosamente eccitante.

Infondo il mal di stomaco, l’inappetenza, il pensiero rivolto solo a quella specifica persona, l’ansia di incontrarsi, l’imbarazzo degli sguardi che si incrociano sono tipiche di un’età alla quale non appartengo più, ma che se si presentano possono rinvigorire un animo stanco, abituato alla noia e orma

incredulo.

Sì sì esagero, lo so! Si può perdere la serenità anche a novant’anni, ma se foste intellettivi la metà di quello che sono io capireste di cosa parlo. Il consiglio che mi sono data negli anni è stato quello di lasciarmi andare, per il tanto che potevo senza remore, con un pizzico di sano egoismo sullo sfondo.

I sentimenti sono una cosa complicata, essere razionale è più facile, non ci sono comportamenti giusti o sbagliati, ci siamo noi che impariamo la vita ogni giorno man mano che ci capita di vivere.

La Paoletta

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6 pensieri riguardo “Blog| Batticuore.

  1. La cosa che trovo discutibile sono i concetti di giusto e sbagliato.
    Quando puoi definirli tali?
    Te lo dico io: quando hai maturato esperienze tali da farti pensare che al nuovo stadio in cui sei arrivata puoi affacciarti e vedere com’eri. In soldoni ciò che fai nel hic et nunc, nel momento, non è mai giusto o sbagliato, ma è la cosa necessaria per evolverti.
    Con il sennò di poi lo aggettivizzi.
    Io però preferisco pensarti mentre te lo godi (il momento)
    detto questo mi stai proprio simpatica.

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    1. Grazie, ovviamente trasformo in parole i miei pensieri, condivisibili o meno, però pongo anche spunti di riflessione e domande che a volte dimentichiamo di farci. Grazie del commento, se ti va seguimi su WordPress e Facebook

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  2. Quando si provano certe emozioni si scappa completamente dalla realtà e si torna bambini…
    Ci si sente come Robin Hood ,colui che le inventava tutte pur di vedere la sua amata Lady Marian..sogni e vivi momenti così forti solo se credi ancora alla foresta di Sherwood 😉
    Tutto il resto diventa noia e solo quelle sensazioni ti rendono vivo veramente..

    La vita sceglie la musica,
    noi scegliamo come ballarla.

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