Blog|Solidarietà femminile.

La solidarietà tra le donne può rivelarsi una potente spinta al cambiamento.” Nawal al-Sa‘dawi


Sono una convinta sostenitrice della solidarietà, soprattutto di quella femminile.

Penso che l’unione faccia forza, che le differenze servano ad arricchire e che si possa imparare qualcosa dagli altri quanto meno ci somigliano.

Purtroppo non per tutti essere diversi vuol dire essere migliori.

Incontro spesso la superficialità di donne che leggono nella differenza una minaccia oppure un difetto. Peggio ancora quelle che pensano: “come è possibile che quella lì così diversa da me è tanto felice, mentre io non lo sono?” L’unica reazione che sanno avere a questo punto sono invidia e gelosia che si trasformano in poco tempo in odio (immotivato).

Se accettassimo le differenze e ne cogliessimo i benefici su noi stesse avremmo la marcia in più che (invidiamo) vediamo nelle altre.

Inizia così l’attesa del momento buono per tirare frecciatine e colpire, nel tentativo di affondare unghie unte di invidia nel roseo torpore di una donna che ormai è rivale inconsapevole.

Piuttosto che spendere così tante energie nel disprezzo, non sarebbe più utile lavorare su se stesse, analizzando possibili punti deboli e trasformandoli in punti di forza?

C’è chi ci vorrebbe tutte uguali, sì tutte uguali a loro.

Quello che manca a queste persone sono, di solito, l’autostima e l’umiltà di dire “non sono perfetta, nessuno lo è ma siamo tutti giusti a modo nostro”. Nella loro “normalità” trovano tranquillità rispetto alle insicurezze che non riescono a gestire. Di conseguenza tutto ciò che è fuori dal loro schema è sbagliato.

Il primo passo per la solidarietà femminile dovrebbe essere proprio vedersi diverse e trovarsi “giuste” allo stesso modo.

Critichiamo le donne per come si vestono, per come si truccano, per come camminano, per come portano i capelli, se ingrassano e se dimagriscono. E non le guardiamo mai negli occhi quando parlano, non ascoltiamo, troppo prese ad immagazzinare immagini distorte da riportare al gruppo di “amiche arpie”.

Ce lo siamo mai chieste se quelli che per noi sono lampanti difetti che non meritano felicità, non siano solo piccoli dettagli di nessuna importanza? Ce lo siamo mai chieste se ci manchino enormi basi come autostima, autocritica, comprensione e ascolto degli altri?

Sono convinta che essere solidali tra donne possa fare più bene a noi che alle altre.

Guardiamo le altre non conoscendo nemmeno noi stesse perché non ci fermiamo a leggerci dentro. Abbattere alcune certezze, mettersi in discussione, accettare le differenze potrebbe essere un buon esercizio di scoperta ma anche di tolleranza. Oltre a sollevarci dal peso e l’incombenza di dover continuamente giudicare le altre!

La Paoletta

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