Blog|San Valentino o San Faustino? Questo è un vero dilemma.

Chi ama, crede nell’impossibile.
(Elizabeth Barrett Browning)


Volevo scrivere qualcosa sull’amore in concomitanza con il 14 febbraio, ma mi rendo conto di essere molto più vicina a San Faustino. Poi diciamocelo, scrivere (bene o male) di San Valentino è molto più facile, e a me le cose facili non sono mai piaciute.

Fuggo da sempre alle gabbie e alle scarpe scomode, quelle che qualcuno pensava di poter scegliere per me. Credo che la vita di coppia non sia per tutti, sono però convinta che in due il percorso sia più facile, poiché tenendosi per mano ci si può sorreggere, accompagnare ed aiutare.

Arrivare ad un tale livello di relazione non è facile e richiede una conoscenza profonda di sé e dell’altro. La difficoltà sta proprio nel fatto che non sempre siamo disposti a metterci a nudo, scoprendo le nostre fragilità, per riporle nelle mani di qualcun’altro. Per questo motivo abbiamo bisogno di tempo, pazienza e dedizione. In una parola abbiamo bisogno di amore.

Mi rendo conto che, essendo una donna che indossa le scarpe dell’indipendenza e della libertà, possa sembrare poco incline agli impegni, la verità è, invece, che prendo un impegno talmente sul serio che ne deve valere la pena, altrimenti preferisco desistere da subito.

Tante volte mi è sembrato di aver trovato il giusto passo con un uomo e altrettante volte mi sono sbagliata. C’era quello che cercava casa per noi dopo solo due settimane di relazione, quello che mentiva, quello che ‘dormiva’ e mi fermo qui.

E’ pur vero che nel confronto con un uomo c’ho messo più testa che cuore e alcune volte è stato uno svantaggio. Ahimè, sento la necessità di capire, analizzare e decidere cosa sia meglio, se quel passo possa essere giusto anche per le mie scarpe.

Naturalmente è capitato anche che io abbia dato retta al cuore e non alla ragione, ed ugualmente non è finita bene! Con questo non voglio dire di aver perso fiducia nell’amore, anzi, tutte le esperienze vissute mi hanno permesso di capire cosa voglio, di essere quella che sono e di non dovermi mai accontentare.

Sono convinta che stringere la mano a qualcuno significhi camminare fianco a fianco, ad un passo simile, non identico, nelle scarpe che entrambi abbiamo scelto.

Che creda all’impossibile?

La Paoletta

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Blog|Le amiche la miglior risorsa che abbiamo!

Che cosa è un amico? Te lo dico io. L’amico è una persona con cui hai il coraggio di essere te stesso.
(Frank Crane)


Tutto quello che sappiamo sugli amici lo impariamo con la pelle, la testa e il cuore. Proprio come in amore, le sensazioni e le esperienze ci portano a scegliere a chi donare la nostra amicizia e riceverla in cambio.

Si dice che le donne non sappiano essere vere amiche, troppo prese da invidia e gelosia. In qualche caso sarà anche vero, ma posso garantire che nonstante la presenza importante nella mia vita di amicizie maschili, quelle più profonde sono state da sempre con altre donne/ragazze. Specialmente con quelle con cui mi sono scambiata le scarpe.

Prestare un paio di scarpe ad un’amica è un gesto di grande altruismo, prima di tutto perchè di solito le scarpe si prestano per una serata e non sappiamo come torneranno indietro, sia l’amica che le scarpe, e secondo perchè immergiamo noi stesse e l’altra in un sentimento condiviso, quello scaturito dal condividere quel paio di scarpe in una determinata circostanza.

Quando un’amica viene a trovarci per provare le nostre scarpe si innesca un rituale liturgico e amorevole fatto di prassi e racconti. La prassi riguarda tutto quello che si fa prima e durante la visita. Prima l’amica ospitante sistema le scarpe migliori vicino all’armadio, mentre l’amica ospite cerca il modo di spostare il vestito evitando che sgualcisca; durante la visita il caffè, il tè o il prosecco si prendono lontano sia dall’abito che dalle scarpe (dimenticate le scene di Sex & The City dove bevevano vino rosso sul letto, a casa mia la camera da letto per il cibo è off limits!), dopodichè si passa alla scelta vera e propria.

Per giudicare meglio ed essere una brava consigliera l’amica ospitante deve necessariamente farsi descrivere l’uscita o l’evento, l’eventuale accompagnatore, la compagnia che sarà presente e la location, tutto ciò con grande dovizia di particolari. Il racconto è una delle parti fondamentali per questo rituale. Il momento “minimi particolari” si ripete quando le scarpe vengono restituite.

La buona riuscita della scelta permetterà alla nostra amica di vivere una serata speciale e a noi di rivivere un ricordo legato a quelle scarpe. In comune avremo la sensazione di essere stupende, eleganti, uniche ma non sole, sapremo che l’altra col pensiero e col cuore è lì con noi.

Alla fine prestare un paio di scarpe ad un’amica significa permetterle di entrare nel nostro sentimento e viceversa, di provare le sensazioni che lei proverà indossandole. Un’amica può essere la più grande sostenitrice delle nostre scelte, soprattutto se almeno una volta le abbiamo prestato un paio di scarpe.

La Paoletta

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Blog|Vi spiego perchè ho scelto le scarpe

La scarpa è il nostro Fato Debole.
(Fragmentarius)


Avete mai fatto caso a quante scarpe possediamo? Ce n’è un paio per ogni occasione e per ogni outfit e quindi per ogni stato d’animo.

Effettivamente siamo ricche di modi di essere, che alle volte si manifestano tutti in un’unica giornata! Così come abbiamo le scarpe da pioggia per quando siamo tristi, quelle alte per le belle giornate di gioia, il paio da pesseggio per quando abbiamo voglia di aria nuova, abbiamo anche le scarpe da diva per quando ci sentiamo sul red carpet e così via.

D’altro canto sono un sistema sottile ma intuibile per far cogliere agli altri come ci sentiamo. Le scarpe possono essere il chiaro segno di ciò che proviamo.

Qualcuno mi dirà che anche l’abbigliamento è da sempre considerato termometro del sentimento, ma vi spiego subito perchè non credo che sia così. L’abito, infatti, non può essere allo stesso modo chiaro ed intellegibile. Spesso le convenzioni e gli obblighi sociali ci impongono un dress code molto definito che lascia poco spazio agli stati d’animo e allora non ci resta altro da fare se non definirci con le scarpe. Sotto un tubino da cocktail, appunto, può essere abinata più di una scarpa, un tacco 5, una ballerina oppure un tacco 8, tutto sta in come ci sentiamo in quelle calzature.

Un discorso a parte meritano i capelli, che per esprimere, esprimono, ma di solito il contrario del nostro del nostro umore, eh già perchè loro, piccoli e subdoli ciuffi, che dovrebbero incorniciare il nostro viso in modo armonico e sinuoso fanno come gli pare, senza riguardo nè per come ci sentiamo nè per quello che ci attende lungo tutta una giornata.

E allora eccola lì che torna trionfale la scarpa, unica e fedele alleata.

E’ vero che anche la scarpa può tradire, ma c’è sempre il paio di ricambio, in borsa, in auto o anche nell’armadietto a lavoro. Lei è il porto sicuro dove ci rifugiamo quando un sandalo troppo alto o una scarpa nuova ci mortificano i piedi e l’umore, è una via di mezzo tra le ciabattone di peluches che ci aspettano a casa e le scarpe da jogging nuove di zecca che abbiamo in armadio, che ci infondono tanta fiducia sul fatto che prima o poi inizieremo ad usarle.

Insomma la scarpa è e continuerà ad essere il nostro specchio, quell’immagine riflessa che ci condurrà al successo o ci accompagnerà nella sconfitta, il paio di scarpe che compreremo in un momento di ilarità e che metteremo solo in vacanza. Ma l’unico vero aspetto che conta, come sempre, sono i nostri sentimenti, quelli di quando siamo scalze al mattino appena sveglie e alla sera davanti ad un calice di vino rosso, i momenti in cui non importa come siamo vestite o pettinate, i momenti nei quali siamo profondamente noi stesse.

Ho scelto le scarpe perché mi rispecchio in quelle che indosso, perché spiegano me e agli altri chi sono in quel momento con le mie paure, gli affetti, i momenti, le distrazioni, ma sopratutto i sorrisi e le consapevolezze.

La Paoletta

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