Blog|Hai impastato la pizza?

Il mio resoconto dopo la prima settimana di quarantena.


Siamo arrivati alla prima settimana di restrizioni per cause sanitarie e l’estro italico non ha tardato a mostrare tutta la sua fantasia, nei meme, nelle idee di conforto per i vicini soli e nelle battute che troviamo sui social.

I gesti più belli sono arrivati da quanti hanno offerto pizza e panini al personale sanitario degli ospedali, posti in una situazione di grande impegno fisico e mentale.

Tutte le persone di buonsenso non escono di casa se non per motivi di necessità (per tutti gli altri l’augurio è di non contrarre il virus a terapie intensive piene).

Abbiamo finalmente letto quel libro che stava sul comodino da troppo tempo, apprezziamo i piccoli terrazzi che in città ci proiettano all’aria aperta, guardiamo le serie TV senza perdere ore di sonno e la casa è sempre pulita e profumata.

Nei palazzi si comunica dalla finestra, perché nonostante i cellulari, la mancanza di contatto umano ci fa preferire le urla, come si faceva un tempo. Ho visto signore prendere il caffè in pianerottolo, a debita distanza, pur di stare insieme. I bambini disegnano arcobaleni, simbolo che la tempesta è passata, e sicuramente passerà.

A casa mia sono tornati fortemente in voga i giochi da tavolo e le carte, nemmeno nel periodo natalizio abbiamo giocato così tanto, oltre al fatto che ci litighiamo gli attrezzi per fare sport. Non sono mai stata una fanatica di fitness ma data la scarsa attività quotidiana, volendo evitare di prendere la forma di una balenottera, mi sono data anchi’io allo sport in casa. Questo potrebbe essere il primo anno in cui, al momento giusto, potrei essere pronta alla prova costume!

La vita scorre un po’ più lenta, ci si accorge di cose che prima non notavamo, tipo quanto fosse bello uscire a fare la spesa, quanto ci manchino perfino i parenti noiosi e quanto fosse piacevole il paese quando c’era baccano. Abbiamo riscoperto il gusto delle piccole cose, come fare la pizza in casa, chiamare gli amici lontani e stare in pigiama tutto il giorno.

Sappiamo bene che la situazione è critica sia dal punto di vista sanitario che economico, molte aziende sono chiuse ormai da giorni, scuole ed università tengono lezioni solo online e tanti lavoratori autonomi sono fermi.

Una volta scampato il pericolo dovremo rimboccarci le maniche e combattere un altro tipo di battaglia.

Le vinceremo tutte, perché siamo testardi e non ci piace perdere. Siamo quelli che violano i divieti di uscita, ma siamo anche quelli che hanno superato tantissime difficoltà.

Uniti nella battaglia benché lontani, tutti insieme come quando si cantava l’inno di Mameli dai balconi.

La Paoletta

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Blog|Le amiche la miglior risorsa che abbiamo!

Che cosa è un amico? Te lo dico io. L’amico è una persona con cui hai il coraggio di essere te stesso.
(Frank Crane)


Tutto quello che sappiamo sugli amici lo impariamo con la pelle, la testa e il cuore. Proprio come in amore, le sensazioni e le esperienze ci portano a scegliere a chi donare la nostra amicizia e riceverla in cambio.

Si dice che le donne non sappiano essere vere amiche, troppo prese da invidia e gelosia. In qualche caso sarà anche vero, ma posso garantire che nonstante la presenza importante nella mia vita di amicizie maschili, quelle più profonde sono state da sempre con altre donne/ragazze. Specialmente con quelle con cui mi sono scambiata le scarpe.

Prestare un paio di scarpe ad un’amica è un gesto di grande altruismo, prima di tutto perchè di solito le scarpe si prestano per una serata e non sappiamo come torneranno indietro, sia l’amica che le scarpe, e secondo perchè immergiamo noi stesse e l’altra in un sentimento condiviso, quello scaturito dal condividere quel paio di scarpe in una determinata circostanza.

Quando un’amica viene a trovarci per provare le nostre scarpe si innesca un rituale liturgico e amorevole fatto di prassi e racconti. La prassi riguarda tutto quello che si fa prima e durante la visita. Prima l’amica ospitante sistema le scarpe migliori vicino all’armadio, mentre l’amica ospite cerca il modo di spostare il vestito evitando che sgualcisca; durante la visita il caffè, il tè o il prosecco si prendono lontano sia dall’abito che dalle scarpe (dimenticate le scene di Sex & The City dove bevevano vino rosso sul letto, a casa mia la camera da letto per il cibo è off limits!), dopodichè si passa alla scelta vera e propria.

Per giudicare meglio ed essere una brava consigliera l’amica ospitante deve necessariamente farsi descrivere l’uscita o l’evento, l’eventuale accompagnatore, la compagnia che sarà presente e la location, tutto ciò con grande dovizia di particolari. Il racconto è una delle parti fondamentali per questo rituale. Il momento “minimi particolari” si ripete quando le scarpe vengono restituite.

La buona riuscita della scelta permetterà alla nostra amica di vivere una serata speciale e a noi di rivivere un ricordo legato a quelle scarpe. In comune avremo la sensazione di essere stupende, eleganti, uniche ma non sole, sapremo che l’altra col pensiero e col cuore è lì con noi.

Alla fine prestare un paio di scarpe ad un’amica significa permetterle di entrare nel nostro sentimento e viceversa, di provare le sensazioni che lei proverà indossandole. Un’amica può essere la più grande sostenitrice delle nostre scelte, soprattutto se almeno una volta le abbiamo prestato un paio di scarpe.

La Paoletta

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