Blog|Star comode con le nostre scarpe, uno splendido punto di partenza.

Sii te stesso; tutti gli altri personaggi hanno già un interprete.

— Oscar Wilde.

Ci vengono messe le scarpe appena nati, ormai ne esistono di ogni tipo, griffate, in lana, con i pon pon. Appena fuori dal grembo materno ci viene infilato un ruolo, non lo fanno solo i genitori attenti o apprensivi. Del resto chi non vorrebbe vedere il proprio figlio/a diventare qualcuno? Ed invece i bambini cosa fanno?!? Tolgono le scarpe e corrono felici, e già perchè loro, i bambini, non sanno cosa sia essere qualcuno o dimostrare qualcosa, loro sanno solo assecondare l’ancestrale istinto di essere liberi.

Quando ero molto piccola, quel critico periodo in cui si sta formando la colonna vertebrale, vennero fuori le scarpette con i tacchi, uno spuntino di pochi centimetri, capace di far indignare mia madre che non me le comprerebbe neppure oggi! Quelle scarpette così ben impacchettate dalla TV per scuotere gli animi delle bimbe della mia età, sembravano l’unica cosa che potessi desiderare per essere completamente felice (come cambiano le priorità, o forse no?) ma soprattutto per essere uguale a tutte le altre bimbette che le avrebbero indossate. Non mi rendevo conto, infatti che qualche decennio più tardi sarebbe stato molto più importante per me essere diversa dalla maggioranza delle altre o quantomeno me stessa.

Uno degli scivoloni che spesso commettiamo noi donne/ragazze è proprio quello di voler assomigliare a qualcuno, nel modo di vestire, nel modo di portare i capelli, nel modo di vivere la vita. Fanno invidia le donne dello spettacolo e le influencer che indossano tacchi vertiginosi per ore ed ore senza accennare al minimo disagio, e così noi super convinte, andiamo a comprare un paio di scarpe tacco 15 e il venerdì successivo le indossiamo convinte che ci faranno conquistare il mondo… Ecco questo accade per i primi 15/30 minuti. E sì, perchè mentre i nostri miti camminano in studi televisivi o ci fanno solo foto, a noi con quei trampoli tocca guidare, parcheggiare, camminare per un tratto improponibile verso il centro, farci serata e ritorno…un incubo! Così, per i due giorni successivi giriamo incerottate che Nefertiti scansate, unguenti miracolosi e scarpe del ’15/’18 per recuperare la sensibilità agli arti inferiori!

Tutto questo perchè ci hanno convinte che la donna attraente indossa tacchi altissimi, abiti attillati, mangia poco o pochissimo e sorride sempre. Ma a noi quanto stanno scomode le scarpe col tacco 15? Io ne ho provate tante, di tutti i colori e modelli, solo per pura vanità, mi ci sono specchiata, immaginata con l’abito adatto e poi le ho riposte nella loro scatola. Conosco i miei limiti, quelle scarpe così affascinanti non sono adatte a me, non saprei indossarle nel modo giusto e per il tempo giusto. Non dico di essere una da snickers, ma da tacco 8 al max 10. Conoscerci e accettarci nelle scarpe che meglio indossiamo vuol dire prendere consapevolezza del punto di partenza e non certo dell’arrivo.

Non saremo mai uguali alle bambine con le scarpette della TV nè uguali a noi stesse ogni giorno, ma sicuramente non dobbiamo essere come ci viene detto di essere. Stare comode nelle nostre scarpe fa di noi esseri indistruttibili.

La Paoletta

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Blog|Eccomi qua, mi presento!

Ho deciso di inizare a scrivere questo blog perchè, nonostante tutti sembrino sapere cosa proviamo, nessuno se ne preoccupa realmente. Ci vogliono perfette in scarpe scomode e questo non va bene.


Mi chiamo Paola ho 35 anni e nella spirale della crisi che sta ancora investendo l’Europa dal 2008, sono in cerca di occupazione. Questo c’entra poco con il Blog, in effetti non conto di farci soldi nè di farlo diventare un lavoro a tempo pieno. La scrittura nasce da una nuova consapevolezza e dalla capacità di esprimela a voi che leggete. Vorrei riuscire ad esternare quel senso comune di insoddisfazione generale che parte dai piedi e arriva al cervello, passando dal cuore.

Perché lo faccio?

  • Perché come me tante donne/ragazze, si sentono scomode nelle scarpe che indossano, perchè non se le sono scelte o perchè costrette ad indossarle.
  • naturalmente non mi limiterò a lamentarmi delle scarpe scomode, intendo toccare anche gli stati d’animo che mi pervadono quando un evento della vita si avvicina e per affrontarlo devo indossare il paio di scarpe giuste, le paure, le aspirazioni e le promesse che ci facciamo ogni giorno.

Provengo da una famiglia del Sud, papà militare che ci ha fatto girare l’Italia in lungo e in largo, mamma casalinga e devota alla famiglia. Ho ben 3 fratelli minori, di cui una sorella, che spesso fa sparire le scarpe dal mio armadio!

Il mio primo ricordo di un paio di scarpe risale alla scuola elementare, erano a stivaletto con il pellicciotto, è stata la prima volta che mi sono sentita indeguata, non le avevo scelte io, non mi piacevano e non mi sarebbero piaciute mai, eppure le indossai ogni giorno per tutto l’inverno. Quegli stivaletti, seppur caldi e comodi, non mi rappresentavano. La mia tenacia e il mio spirito di sopportazione sono nati proprio quel freddo inverno della metà degli anni ’90. Infondo quelle scarpe tanto insopportabili mi hanno insegnato qualcosa e devo essergliene grata.

La Paoletta

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