Blog|Siamo belle perchè siamo uniche.

La felicità più grande consiste nell’accettare i nostri limiti e amarli.
(Romano Battaglia)


Uno degli stereotipi che mi ha afflitto, per gran parte della vita, è stato quello della forma fisica. Fin da bambina ho combattuto con la mia morbidezza. Da piccina a notarlo non ero io, ma un bambino del palazzo, che pur essendo a sua volta burroso amava prendermi in giro anche fino alle lacrime.

Un giorno però, senza nessun preavviso, sono sbocciata e tutti i miei rotoli si sono trasformati in bellezza. Sono tornati poi eh, niente paura!

Nel tempo il mio corpo ha subito diversi cambiamenti, sono stata in formissima, ‘ciccionissima’, poi di nuovo in forma e via dicendo. Ma una volta raggiunta la consapevolezza che curvy è bello, perchè a piacermi sono per prima io, ho deciso che la mia figura avrebbe dovuto avere solo la forma del benessere.

Sono a dieta, lo ammetto, ma per stare bene, essere in salute e vivere felice. La taglia XS non sarà mai mia, anche perchè non vorrei fare a meno di troppe parti di me. Sono composta, comunque, più da simpatia e cervello che non da altro.

Quando leggo o sento una ragazza/donna dispiacersi per non avere il fisico da modella, me ne rammarico. Ognuna deve avere le aspirazioni che desidera, ma la felicità è molto più vicina rispetto ad anni e anni di dieta frustrante e privazioni. Mangiare bene, avere buoni amici, concedersi un capriccio e amare profondamente rendono allegri a prescindere dal peso.

Le scarpe su questo sono abbastanza democratiche, sia che si vesta una taglia 40 che una 52 si possono indossare scarpe meravigliose. Quelle col tacco 12 che slanciano e fanno toccare il cielo con un dito ma anche i sandaletti bassi, prospettiva di una passeggiata al mare. Proprio quel paio di scarpe con il quale si può conquistare il mondo, scalare le montagne e se non sono troppo alte, anche scendere le scale!

Un abito che dopo qualche tempo non fa lo stesso effetto di un volta può indurre una crisi isterica (io stessa ho lanciato diversi outfit contro il muro), mentre le scarpe non tradiscono mai, se stanno d’incanto appena comprate sarà così per sempre.

Guardarci come guardiamo un paio di scarpe che ci stanno bene, può essere un punto di partenza per imparare ad amarci ed accettarci per quello che siamo, rincorrendo solo la salute e la felicità, piuttosto che i modelli imposti.

Nella vita capiteranno i periodi in cui qualche kiletto ci farà compagnia, per lo stress, perchè usciamo poco, perchè non ci sentiamo bene, ma l’importante è avere la consapevolezza che tutto può essere superato, indossando sempre le nostre scarpe migliori.

La Paoletta

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Blog|San Valentino o San Faustino? Questo è un vero dilemma.

Chi ama, crede nell’impossibile.
(Elizabeth Barrett Browning)


Volevo scrivere qualcosa sull’amore in concomitanza con il 14 febbraio, ma mi rendo conto di essere molto più vicina a San Faustino. Poi diciamocelo, scrivere (bene o male) di San Valentino è molto più facile, e a me le cose facili non sono mai piaciute.

Fuggo da sempre alle gabbie e alle scarpe scomode, quelle che qualcuno pensava di poter scegliere per me. Credo che la vita di coppia non sia per tutti, sono però convinta che in due il percorso sia più facile, poiché tenendosi per mano ci si può sorreggere, accompagnare ed aiutare.

Arrivare ad un tale livello di relazione non è facile e richiede una conoscenza profonda di sé e dell’altro. La difficoltà sta proprio nel fatto che non sempre siamo disposti a metterci a nudo, scoprendo le nostre fragilità, per riporle nelle mani di qualcun’altro. Per questo motivo abbiamo bisogno di tempo, pazienza e dedizione. In una parola abbiamo bisogno di amore.

Mi rendo conto che, essendo una donna che indossa le scarpe dell’indipendenza e della libertà, possa sembrare poco incline agli impegni, la verità è, invece, che prendo un impegno talmente sul serio che ne deve valere la pena, altrimenti preferisco desistere da subito.

Tante volte mi è sembrato di aver trovato il giusto passo con un uomo e altrettante volte mi sono sbagliata. C’era quello che cercava casa per noi dopo solo due settimane di relazione, quello che mentiva, quello che ‘dormiva’ e mi fermo qui.

E’ pur vero che nel confronto con un uomo c’ho messo più testa che cuore e alcune volte è stato uno svantaggio. Ahimè, sento la necessità di capire, analizzare e decidere cosa sia meglio, se quel passo possa essere giusto anche per le mie scarpe.

Naturalmente è capitato anche che io abbia dato retta al cuore e non alla ragione, ed ugualmente non è finita bene! Con questo non voglio dire di aver perso fiducia nell’amore, anzi, tutte le esperienze vissute mi hanno permesso di capire cosa voglio, di essere quella che sono e di non dovermi mai accontentare.

Sono convinta che stringere la mano a qualcuno significhi camminare fianco a fianco, ad un passo simile, non identico, nelle scarpe che entrambi abbiamo scelto.

Che creda all’impossibile?

La Paoletta

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Blog|Le amiche la miglior risorsa che abbiamo!

Che cosa è un amico? Te lo dico io. L’amico è una persona con cui hai il coraggio di essere te stesso.
(Frank Crane)


Tutto quello che sappiamo sugli amici lo impariamo con la pelle, la testa e il cuore. Proprio come in amore, le sensazioni e le esperienze ci portano a scegliere a chi donare la nostra amicizia e riceverla in cambio.

Si dice che le donne non sappiano essere vere amiche, troppo prese da invidia e gelosia. In qualche caso sarà anche vero, ma posso garantire che nonstante la presenza importante nella mia vita di amicizie maschili, quelle più profonde sono state da sempre con altre donne/ragazze. Specialmente con quelle con cui mi sono scambiata le scarpe.

Prestare un paio di scarpe ad un’amica è un gesto di grande altruismo, prima di tutto perchè di solito le scarpe si prestano per una serata e non sappiamo come torneranno indietro, sia l’amica che le scarpe, e secondo perchè immergiamo noi stesse e l’altra in un sentimento condiviso, quello scaturito dal condividere quel paio di scarpe in una determinata circostanza.

Quando un’amica viene a trovarci per provare le nostre scarpe si innesca un rituale liturgico e amorevole fatto di prassi e racconti. La prassi riguarda tutto quello che si fa prima e durante la visita. Prima l’amica ospitante sistema le scarpe migliori vicino all’armadio, mentre l’amica ospite cerca il modo di spostare il vestito evitando che sgualcisca; durante la visita il caffè, il tè o il prosecco si prendono lontano sia dall’abito che dalle scarpe (dimenticate le scene di Sex & The City dove bevevano vino rosso sul letto, a casa mia la camera da letto per il cibo è off limits!), dopodichè si passa alla scelta vera e propria.

Per giudicare meglio ed essere una brava consigliera l’amica ospitante deve necessariamente farsi descrivere l’uscita o l’evento, l’eventuale accompagnatore, la compagnia che sarà presente e la location, tutto ciò con grande dovizia di particolari. Il racconto è una delle parti fondamentali per questo rituale. Il momento “minimi particolari” si ripete quando le scarpe vengono restituite.

La buona riuscita della scelta permetterà alla nostra amica di vivere una serata speciale e a noi di rivivere un ricordo legato a quelle scarpe. In comune avremo la sensazione di essere stupende, eleganti, uniche ma non sole, sapremo che l’altra col pensiero e col cuore è lì con noi.

Alla fine prestare un paio di scarpe ad un’amica significa permetterle di entrare nel nostro sentimento e viceversa, di provare le sensazioni che lei proverà indossandole. Un’amica può essere la più grande sostenitrice delle nostre scelte, soprattutto se almeno una volta le abbiamo prestato un paio di scarpe.

La Paoletta

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