Blog|Una vita a metà.

Terza Settimana.


Abbiamo ormai imparato ad uscire solo per necessità, a fare una spesa che duri tutta la settimana e a trovare passatempo da svolgere in casa. Siamo consapevoli dell’enorme vantaggio che diamo a noi stessi e al sistema sanitario restando cheti cheti sul divano in una momentanea semivacanza.

Ci sono categorie di lavoratori che ancora questa settimana affronteranno i rischi del contagio, come le forze dell’ordine, i dipendenti dei supermercati, gli autotrasportatori e gli staff ospedalieri. Loro, nonostante siano stremati, non mollano il colpo, svolgendo turni infiniti. A volte nemmeno adeguatamente protetti dal pericolo.

Viviamo tutti una vita a metà, siamo vivi, proviamo sensazioni, eppure ci mancano moltissime cose, sopratutto le possibilità. Non possiamo uscire, non possiamo incontrare gli altri, non possiamo mangiare fuori o andare a lavoro, tanto meno a scuola e non possiamo più viaggiare.

Viviamo una vità a metà che ha messo in letargo sogni ed aspirazioni. Chi studia per i concorsi sa che sono stati bloccati. Chi aveva messo da parte i soldi tutto l’anno per un viaggio ha dovuto rinunciarvi (spero con rimborso). C’erano poi le coppie che aspettavano il loro matrimonio, con tanto di festa e abbuffata, tutto sospeso.

E come non pensare a tutti quei figli lontani, quelli che sono rimasti al Nord e quelli che vivono in altri paesi del mondo, dove purtroppo si sta verificando lo stesso processo contagioso che abbiamo avuto in Italia. Stiamo assistendo attoniti a ciò che accade in Europa, Spagna, Regno Unito e Germania stanno subendo una ondata di contagi molto più violenta della nostra. Negli Stati Uniti c’è stata una corsa all’acquisto di armi, cosa che a me fa più paura del virus. Guardandoci intorno, con occhi giudiziosi, riflettiamo sul fatto che dover stare a casa non sembra nemmeno tanto male.

Questa settimana è stato emesso un Decreto secondo il quale tutte le attività produttive e di servizi non indispensabili sono chiusi. Il Paese è stato portato in prima marcia poichè deve camminare a passo lentissimo per permettere a quanta più gente è possibile di restare a casa e non dare gambe al virus.

La marcia più bassa è quella che fa andare alla minor velocità ma è anche quella che permette di dare la giusta spinta per ripartire e noi ripartiremo.

Per la serie non tutti i mali vengono per nuocere, da quando ci spostiamo di meno e consumiamo di meno, inquiniamo anche di meno. Le acque dei canali di Venezia sono tornate limpidi e la qualità dell’aria nella Pianura Padana è nettamente migliorata.

Questa situazione ci sta sicuramete insegnando il senso civico e la pazienza. Non possiamo uscire per il bene comune e dobbiamo aspettare, tutti, di tornare a vedere scorrere la vita come eravamo abituati.

La Paoletta

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