Blog|Pummarola fresca

La malizia della salsa di pomodoro che tenta immancabilmente il pane.

(Ramón Gómez de la Serna)

Avete mai cucinato il sugo di ‘pummarola fresca’?

In Campania è un piatto della tradizione, oltre ad un modo veloce per preparare un primo gustoso.

La ricetta è molto semplice, dopo aver dorato l’aglio nell’olio di oliva, si aggiungono i pomodori rossi da salsa, tagliati grossolanamente, sale e basilico a piacere, si lasciano appassire e si uniscono alla pasta (solitamente penne rigate).

Appena il sugo della ‘pummarola fresca’ è sul fuoco si spande nell’aria il profumo dell’estate.

Quando ero solo una bambina a casa dei miei nonni si preparavano le bottiglie di conserva di pomodoro per l’inverno.

Se volevi le conserve dovevi partecipare alla loro realizzazione, non bastava pagare la propria parte, perchè fare ‘e pummarol inde buttegl’ non è cosa facile, ci vogliono maestria, esperienza e tanto lavoro. Quindi si dormiva tutti dai nonni, per essere operativi alle prime luci dell’alba. La sveglia per noi bimbi era alle 6.30 circa, mentre gli adulti avevano già lavorato un bel po’.

Quando noi piccoli spuntavamo in giardino, gli adulti erano già al terzo caffè e siccome andava fatta una moka da mettere nel nostro latte, partiva la quarta tazzina per tutti. Le moke più grandi le ho viste proprio nel periodo della salsa.

Nonostante la fatica e il caldo torrido di fine agosto, l’atmosfera era allegra e ognuno aveva qualcosa da fare, c’era chi lavava i pomodori, chi sistemava le bottiglie, chi preparava il bollitore. Ovviamente ai bambini non era permesso fare altro che trasportare e lavare i pomodori.

Ai nostri occhi di pargoli gli oggetti più pericolosi erano molto attraenti, come le bottiglie e i barattoli di vetro, il fornellone a gas e qualsiasi cosa ci fosse vietato toccare.

Non ricordo perfettamente quale fosse la sequenza di attività che si svolgevano, ma nell’aria c’era solo profumo di pomodoro fresco, quello che riconosco ancora oggi quando sul fuoco c’è la ‘pummarola fresca’.

Le giornate si concludevano faticosamente, rossastri e appiccicosi, pieni di semini attaccati nei posti più impensabili. La stanchezza era compensata dal pensiero che per tutto l’inverno la salsa di casa ci avrebbe fatto compagnia.

Mantenere vive le tradizioni culinarie riporta alla mente i ricordi, fa rivivere la nostra cultura popolare e ci riporta ai sapori autentici di altri tempi. Abbiamo la cucina più invidiata al mondo, godiamocela fino in fondo.

La Paoletta

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Blog|Estate, gioie e dolori della stagione calda.

D’estate c’è chi cerca l’amore e chi cerca l’amicizia, poi ci sono io che cerco l’ombra.


La bella stagione è il periodo dell’anno più divertente. Si possono fare attività all’aria aperta, si viaggia di più, le giornate si allungano, i vestiti si allegeriscono e la pelle si colora d’oro.

Quello che ho appena scritto è vero, ma ad essere sinceri l’estate per le donne (o almeno per buona parte) è un delirio in corsa tra l’essere sempre a nostro agio e fare in modo di non sembrare la strega di Biancaneve.

Si comincia subito dopo le vacanze natalizie, con la dieta e la palestra. Sì, iniziamo la dieta almeno sei mesi prima della prova costume, perchè così possiamo fare più sgarri!

Con l’arrivo della primavera cominciamo a ridurre e scollare gli abiti che indossiamo, al contempo, ci accorgiamo anche che dobbiamo depilarci sempre di più. Si comincia con la caviglia, poi arriviamo fino al polpaccio, a giugno passiamo anche alle cosce (con o senza fidanzato), infine ci sottoponiamo alla sofferenza della ceretta all’inguine nei weekend al mare (con o senza fidanzato).

Essendo un tipo c.d. mediterraneo, personalmente, sono ricoperta per il 90% da peli, quindi trascorro circa il 60% dei mesi che vanno da maggio a settembre a prendermi cura della pelle, affinchè lo Yeti che è in me rimanga nascosto.

Così intorno alla metà di giugno, quando ci scappano le prime giornate in spiaggia, siamo in forma e perfette per il mare.

Penserete che sia finita, che si possa trascorrere serenamente una giornata al sole, e invece no! La pelle bianca, che nulla ha a che fare con la mediterraneità dei peli, necessita di costante attenzione, si comincia con la protezione 50, qualche settimana dopo 30, infine la 15 per tutta la stagione, solo le più audaci usano l’olio alla carota. Sul viso invece escono le lentiggini e pure le rughe, quindi protezione 50 per tutta l’estate. Rientrata a casa, doccia, una passata di silk-epil, crema dopo sole, crema nutriente, olio di mandorle per evitare le smagliature e poi 2h di attesa che la pelle assorba l’intruglio. Vestitino leggero e si vola in contro alla serata.

Durante le uscite dopo il mare capita che il calore della giornata risalga improvviso a inondarci bollente. La pelle si arrossa a chiazze e non ci spieghiamo come sia possibile, visto che abbiamo usato un doposole da 32€! Allo stesso modo un vino rosso, ma anche una birra fredda, oppure la candela al centro del tavolo ci faranno sudare come fossimo a mezzogiorno nel Sahara.

Tutto il nostro charm, i mesi di dieta, la fatica in palestra sembrano svanire, ci manca l’aria, tutti ci guardano scioglierci come un ghiacciolo. Quando ormai sembra tutto perduto, la vera donna, senza colpo ferire, tira fuori dalla clutch il mini ventaglio, che oltre ad essere molto utile per riprendere la respirazione, può essere un accesorio cool.

Quella che ho appena descritto non è nemmeno la peggiore delle cose che può capitare durante la bella stagione. Il periodo di passaggio dal fondotinta alla tintarella, questo è il peggio che può capitare! Prendi una nticchia di sole, il naso e la fronte diventano bordeaux, tutto il resto del viso e il collo restano mozzarella fior di latte, allora sai che dovrai usare tutta la tua capacità di truccatrice per coprire meglio le parti cardianalizie e meno quelle pallide senza sembrare affetta da un qualche morbo epidermico.

Una cosa per la quale adoro l’estate, nonostante tutto, sono i sandali, bassi e pratici, colorati, con la zeppa, di paglia, oppure con i lacci sulla caviglia. Saranno i testimoni delle più belle giornate e delle notti da raccontare, degli aperitivi al tramonto, delle passegiate in spiaggia, delle folli notti a ballare. Momenti nei quali poco importa dei peli, delle macchie da tintarella e del caldo, perchè in quel momento siamo felici, spensierate e soprattutto libere!

La Paoletta

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